Sacro Monte Calvario Domodossola
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Storia
"Dove arte, fede, storia e natura si incontrano: il Sacro Monte Calvario, un piccolo gioiello tra le Alpi"
SACRI MONTI DEL PIEMONTE E DELLA LOMBARDIA - PATRIMONIO MONDIALE DELL'UMANITA' - UNESCO - Parigi, 3 luglio 2003.
Il colle di Mattarella, su cui sorge il complesso del Sacro Monte Calvario, ha una storia molto antica. Lo testimoniano alcune coppelle ed affilatoi individuati su una roccia affiorante all’interno dei giardini dei Padri Rosminiani. Già alla fine dell’800 erano state rinvenute, durante lavori agricoli, alcune tombe coperte da lastre di pietra contenenti scheletri, spade, dardi e lance. Nel 1977 è stato inoltre rinvenuto un frammento di lapide paleocristiana in marmo, risalente al 539 D.C., il documento più antico attestante la presenza del Cristianesimo in Ossola.
Sul colle sorgeva un castello sviluppatosi in epoca longobarda (VI° sec.) su strutture romane preesistenti ed ampliato nel corso dei secoli. Il castello, importante baluardo in difesa dei passi alpini, nel 1014 fu donato dall’imperatore Enrico di Sassonia al vescovo di Novara e fu sede politica ed amministrativa dell’Ossola superiore fino al 1416, quando venne distrutto quasi interamente dagli svizzeri, scesi a conquistare la valle.
Dopo la distruzione del castello, sul colle di Mattarella resterà un cumulo di macerie per circa due secoli e bisognerà attendere il 1656 per vederlo rinascere a nuova vita.
Fu durante la Quaresima di quell’anno che due frati cappuccini del convento di Domodossola, Andrea da Rho e Gioachino da Cassano, proposero la realizzazione del Sacro Monte Calvario, a ricordo della passione di Cristo. L’allora vescovo di Novara mons. Giulio Maria Odescalchi affidò la direzione dell’opera al giureconsulto Giovanni Matteo Capis di Domodossola. Inizialmente furono poste delle croci in legno nei punti scelti per la costruzione delle cappelle e fu redatto un disegno complessivo con l’esatta ubicazione delle medesime. Nel 1657 si diede inizio alla costruzione del Santuario del SS. Crocifisso; l’anno seguente si innalzò all’inizio della Via Crucis un grande arco d’ingresso, detto “Arco di Pilato” (questo arco resterà in piedi fino al 1875, quando verrà sconsideratamente abbattuto dall’amministrazione comunale per maggior estetica edilizia).
Successivamente si costruirono le cappelle IV, IX, II, l’Oratorio della Madonna delle Grazie e la Santa Casa di Loreto. Con l’inizio del Settecento si edificarono le cappelle X, XV e I; a partire dal 1764 iniziò una nuova fase di intensi lavori in cui si edificarono le cappelle XI, VII, VI e VIII. Nel 1810 i Padri Cappuccini furono allontanati con la soppressione degli ordini religiosi e il loro convento divenne in seguito una caserma. La cappella I, incamerata dal demanio militare ed adibita a deposito di polvere da mina, prese fuoco e saltò in aria. Il provvidenziale arrivo di Antonio Rosmini, che nel 1828 fondò al Calvario l’Istituto della Carità, permise di completare la costruzione delle cappelle mancanti. Nel 1835 infatti, i Padri Rosminiani edificarono la cappella V, nel 1900 si ricostruì la cappella I distrutta dall’esplosione ed infine, nel 1907 si eresse l’ultima cappella, quella della III stazione.




















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