Cattedrale di Latina
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Storia
Cenni Storici
La “civitas” romana sede vescovile
Molte comunità della nostra Chiesa affondano le radici della loro storia almeno nella Roma repubblicana, se non in epoche ancora più antiche, ed oltre a Terracina anche Priverno, Sezze, Norma e Cori sono civitates di diritto romano (Tres Tabernae, già dal nome denunzia la sua origine come stazione di posta, successivamente elevata a rango di civitas).
Questo significa che se in queste città, nel periodo apostolico o in seguito, è sorta una comunità cristiana, automaticamente erano considerate sedi vescovili perché il responsabile della comunità era un episcopus.
Dopo questa necessaria precisazione, che dovrebbe fare definitiva chiarezza sul problema, occorre accennare ai vescovi che in qualche modo hanno lasciato testimonianza scritta, quindi documentabile, della loro esistenza.
Per il periodo più antico, dagli apostoli a Costantino, solo tradizioni - orali o scritte - presentano nomi di vescovi unicamente per la Chiesa di Terracina; ma gli studiosi che hanno sottoposto queste testimonianze al vaglio di una critica serena, sono arrivati a conclusioni negative riguardo il loro valore come fonti e testimonianze storiche di una qualche validità.
La presenza certa e documentabile dei vescovi nelle nostre Chiese l’abbiamo testimoniata dal tempo di Costantino per le sole Terracina e Tres Tabernae, ma la ricerca fa riemergere pian piano anche le altre comunità ad una dignità prima sconosciuta. Per ora è il caso di Priverno: una epigrafe ritrovata a Mezzagosto nel 1820, secondo gli studiosi più accreditati ci farebbe conoscere i nomi dei primi martiri della Chiesa privernate: “…RIUS / IULIUS / MONTANIANUS”.
Ma torniamo alle testimonianze documentate della presenza vescovile a Tres Tabernae e a Terracina, perché ambedue possono vantare la cattedra fin dal 313, la prima con Felice, la seconda con Savino.
Gli anni successivi evidenziano una diversa storia. Mentre Tres Tabernae nel sec. V offre una presenza che possiamo definire “continua” nel servizio episcopale con Lucifero nel 465 e Decio negli anni 457-499, a Terracina per incontrare un successore di Sabino dobbiamo attendere il decennio conclusivo dello stesso secolo; difatti troviamo il vescovo Martirio che ne occupa la cattedra negli anni 492-503.
Il cammino delle due Chiese presenta delle particolarità nei due secoli successivi; così, mentre Terracina continua ad avere una presenza episcopale, anche se in modo molto discontinuo, Tres Tabernae deve registrarne la provvisoria conclusione, tanto che Gregorio I Magno (590-604) nel prendere atto delle mutate situazioni storiche unisce questa Chiesa a quella di Velletri.
Nello stesso periodo - cioè il pontificato di Gregorio Magno - la sede di Terracina ci presenta i vescovi Pietro e Agnello I, vescovi con cui Gregorio Magno tiene rapporti epistolari; Agnello viene trasferito a Terracina da Fondi e poi nominato dal papa cardinale prete.



















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